Futuri architetti dalla Russia a Faberlab per un 3D da export

Futuri architetti dalla Russia a Faberlab per un 3D da export

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Fuori dall’Università, quella di Astrakhan, per entrare alla scuola della stampa 3D al Faberlab di Tradate. Roman Salekhov, Elizaveta Ivanova (Lisa) e Ekaterina Alexeeva (Katia) sono russi e giovanissimi.
Con un’età media di ventuno anni, e sei ore di areo alle spalle, i tre studenti della facoltà di Architettura e Ingegneria Civile (ma Roman studia anche Design) sono approdati ieri al laboratorio digitale di Confartigianato Imprese Varese per dare il via a quell’accordo siglato tra l’Università russa e l’Associazione varesina nel dicembre 2016Un’intesa nata in novembre a Denkmal (Salone del restauro di Lipsia), maturata con due incontri via Skype (il 16 dicembre e il 27 aprile scorso, quest’ultimo in occasione del VI International Scientific Forum of Young Scientists, Student and Children) e poi siglata con il rettore dell’ateneo Anufriev Dmitry Petrovich.

Retorico chiedersi quale sia il ruolo di Faberlab nel mondo dell’architettura. Dopo l’acquisto della stampante a polvere di gesso, la Projet 660 PRO, l’officina di Tradate si è trasformata in punto di riferimento anche per architetti, ingegneri e designer. Siano essi professionisti o studenti: i primi per stamparsi i prototipi di progetti che affascinano al tocco, i secondi per ammaliare i professori in sede di discussione della tesi universitaria. Perché se da un lato il 3D printing è una frontiera come lo era El Dorado nel selvaggio West (e tutti la vogliono conquistare), dall’altro le macchine digitali con le quali costruire un nuovo rapporto tra professionista e cliente (i vecchi modellini in plastilina o cartone si usano sempre meno perché lunghi da assemblare, costosi e ormai demodè) vanno dominate. Ci sono hardware e software da conoscere, tecniche di digital manufacturing da apprendere, processi di stampa diversi fra loro e passaggi che permettono di preparare correttamente i file Stl.

L’accordo tra l’Università di Astrakhan (cittadina nel Sud della Russia europea concentrata su turismo e alta tecnologia) e Confartigianato Imprese Varese (vincente, in questo accordo, la sinergia tra Faberlab e l’Ufficio Internazionalizzazione/AreaBusiness di Viale Milano) non segue le logiche del “gemellaggio” – come lo sono quelli tra città o istituzioni – ma quelle di una collaborazione che si costruisce su due elementi portanti: la formazione e la pratica. Roman, Lisa e Katia, a Tradate – dove ci resteranno per un mese – ci sono venuti per questo: studiare, apprendere, migliorare. Soprattutto fare tesoro di quello che accade al Faberlab, «perché le stampanti 3D che avete qui, all’Università non le abbiamo», ci dicono i tre. Architettura e nuove tecnologie vanno di pari passo, ed è per questo che il ponte tra Varese e Russia è un’occasione culturale ma potrebbe diventare, in breve tempo, anche un’opportunità economica attraverso le diverse potenzialità del digitale.

Scambio: è la terza parola, dopo formazione e pratica, che si farà largo in questa intesa. Scambio di obiettivi, di progetti, di contaminazioni che – dopo questa prima visita dei tre giovani – ci si augura sfocino anche in seminari, conferenze e consulenze reciproche.
Perché da un lato ci sono gli studenti con tutta la loro sete di formazione specialistica, ricerca e attuazione di programmi innovativi e dall’altro la curiosità dei docenti di Astrakhan che sanno quanto sia importante rigenerare le proprie dotazioni tecnologiche con la linfa sempre nuova di chi, all’estero, ha toccato con mano i processi di modellazione ormai parte integrante della vita quotidiana delle imprese.
La forza di questo accordo, dunque, non arriva da un semplice bisogno teorico ma da una stringente necessità pratica alla quale Confartigianato Varese, ogni giorno, dà risposte convincenti. Quella di implementare le tecnologie dell’ingegneria civile e della progettazione nell’architettura attraverso la modernizzazione dei metodi di ricerca scientifica e training che pone Faberlab Varese e Università di Astrakhan sullo stesso piano.

Roman, Lisa e Katia sono entusiasti. Davide Baldi (responsabile di Faberlab) e Ilaria Restelli (che del laboratorio digitale gestisce il parco macchine) non hanno perso tempo: «Ai futuri architetti – dice Baldi – abbiamo già mostrato un programma di stampa 3D che non conoscevano e per i prossimi giorni la tabella di marcia è già stata definita. Con quest’esperienza, Faberlab estende ancora di più il suo raggio d’azione nell’ottica di un progressivo rafforzamento delle relazioni attraverso il trasferimento non solo di conoscenze ma anche di vera e propria operatività. Insomma, un nuovo corso sta prendendo forma».
Tra tecnologie nelle quali è facile (e bello) perdersi e un Know-how orgogliosamente varesino (ma Faberlab è ormai modello lombardo sulla digitalizzazione) che riempie gli occhi dei tre studenti russi come una collezione di Matrioske rare.

Out of the Astrakhan University, to enter the 3D printing school at Tradate’s Faberlab. Roman Salekhov, Elizaveta Ivanova (Lisa) and Ekaterina Alexeeva (Katia) are Russian and very young.
With an average age of twenty-one and a plane trip of six hours behind, the three students of the Faculty of Architecture and Civil Engineering (but Roman also study Design) arrived yesterday at the digital lab of Confartigianato Imprese Varese to give way to the agreement signed between the Russian University and the Varese Association in December 2016. An agreement was set up in November at Denkmal (Leipzig Exhibition), two were the “meetings” via Skype (December 16 and April 27) and then the agreement was signed with Rector of the University, Anufriev Dmitry Petrovich.
It is rhetorical to ask which is the role of Faberlab in the world of architecture. After purchasing the Projet 660 PRO plaster, the Tradate workshop became a benchmark for architects, engineers and designers as well. Whether they are professionals or students: the first to print prototypes of projects that fascinate the touch, the second to enchant the professors when discussing the university thesis. Because if 3D printing is a frontier like El Dorado in the Wild West (and they all want to conquer), on the other hand the digital machines with which to build a new relationship between professional and customer (the old plasticine models or cardboard are used less and less because long to be assembled, costly and demodically) must be dominated. There are hardware and software to know, digital production techniques to learn, different printing processes, and steps to properly prepare Stl files.
The agreement between the University of Astrakhan (a small town in South of Russia focused on tourism and high technology) and Confartigianato Imprese Varese (which won in this agreement isthe synergy between Faberlab and the Internationalization Office / AreaBusiness of Viale Milano) it follows the logic of “twinning” – as is the case between cities or institutions – but of a collaboration that builds on two elements: training and practice. Roman, Lisa and Katia, at Tradate – where they will stay for a month – have come for this: to study, to learn, to improve. Above all, do the treasure of what happens to Faberlab, “because the 3D printers you have here, the University do not have them,” the three tell us. Architecture and new technologies go hand in hand, which is why the bridge between Varese and Russia is a cultural opportunity, but it could soon become an economic opportunity through the various digital potentials.
Exchange: it is the third word after training and practice, which will be broadened in this understanding. Exchange of goals, projects and contaminations that – after this first visit of the three young people – are also hoped to go through seminars, conferences and mutual consultations. Because on the one hand there are the students with all their thirst for specialized training, research and implementation of innovative programs and on the other the curiosity of Astrakhan teachers who know how important it is to regenerate their technological equipment with the ever-new lymph of those, abroad, has touched upon the modeling processes that are now integral to the daily lives of businesses.
The strength of this agreement, therefore, does not come from a mere theoretical need, but from a stringent practical necessity to which Varese Confartigianato, every day, gives convincing answers. To implement civil engineering and architectural engineering technologies through the modernization of scientific research and training methods that put Faberlab Varese and Astrakhan University on the same level.
Roman, Lisa and Katia are excited. Davide Baldi (manager of Faberlab) and Ilaria Restelli (who run the fleet of the digital laboratory) did not waste time: “To future architects,” says Baldi, “we have already shown a 3D print program they did not know and for the next few days Roadmap has already been defined. With this experience, Faberlab extends its range of action even further with a view to the progressive strengthening of relationships through the transfer not only of knowledge but also of actual operation. In short, a new course is taking shape”. Technologies in which it is easy (and beautiful) to lose and know-how proudly close (but Faberlab is now a Lombard model on digitization) that fills the eyes of three Russian students as a collection of rare Matrioske.