Posso chiederti se sei felice?

Posso chiederti se sei felice?

Economia e felicità, due parole difficili da accostare, soprattutto di questi tempi. Eppure sempre più economisti e psicologi sottolineano come la felicità dei cittadini sia un elemento indispensabile per calcolare il reale benessere di uno Stato. Matthew Alan Killingsworth, dottorando alla prestigiosa Harvard University, è uno di questi.

Il ricercatore americano ha realizzato un app, track you happiness (letteralmente: monitora la tua felicità) con cui è riuscito a ottenere migliaia di informazioni sul benessere degli utenti che scaricavano la sua app.

Un’analisi di dati che ha destato la curiosità della comunità scientifica e che è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Science.

Proprio nel solco tracciato dall’americano, si collocano Luciano Canova, docente di economia della felicità alla scuola Eni Enrico Mattei, e Andrea Biancini, sviluppatore informatico. I due ricercatori sono stati ospiti del Faberlab, giovedì 6 giugno, per presentare la loro applicazione: Appymeteo.

«La nostra app – dice Canova – si inserisce dentro la letteratura della felicità e, con finalità scientifiche, vuole indagare il benessere soggettivo degli utenti. I nostri obbiettivi, a un mese dal lancio dell’applicazione su Android, sono quelli di capire se la nuvola di frustrazione che aleggia sopra il Paese, impatti anche sul benessere soggettivo delle persone».

appymeteo

Un’indagine che, secondo i due ricercatori, grazie alle nuove tecnologie può essere sempre più dettagliata. «Anche Istat e Eurobarometro misurano il benessere soggettivo come indicatore aggiuntivo del Pil – continua Canova -. Con gli strumenti di oggi possiamo essere molto precisi, in alcuni casi più precisi delle rilevazioni campionarie telefoniche. L’app raccoglie informazioni in tempo reale chiedendoti quattro volte al giorno come ti senti. Se l’utente risponde sinceramente, i dati raccolti contribuiscono a disegnare una mappa puntuale e attendibile sul benessere del Paese».

canova biancini bongio

Ma perché l’utente dovrebbe rispondere agli impulsi inviati dall’app durante la giornata?

«Da una parte per monitorare nel tempo il proprio benessere – continua Canova – dall’altra per giocare assieme agli amici e confrontarsi sui social network».

8318d9c4-9c84-4bca-9465-2c46a68c9f6a_800

Finora tutte le spese sostenute per il progetto sono state coperte dai due ricercatori e, a parte la grande attenzione che ha suscitato nei media, non ha prodotto ancora utili.

«Appymeteo non c’entra nulla con le informazioni meteorologiche ma  – confessa Canova – una delle mie speranze è quella che qualche società di previsioni ci agganci. Avere delle osservazioni puntuali e precise da un certo numero di utenti, ha infatti un grande potenziale commerciale. Pensiamo solo all’analisi sulla job satisfaction, o il sentiment analysis su eventi come fiere congressi, fiere, servizi di qualsiasi genere».
Non temete che dopo un po’ l’utente si possa disaffezionare all’app e finisca per ignorarla?
«Ogni app dopo un certo periodo perde utenti – dice Biancini -, è fisiologioco. Per questo vorremmo puntare su una variazione delle domande di Appymeteo. ?Innovare ci aiuterà a migliorare, così come ci aiuteranno i feedback e i commenti degli utenti».