Il web marketing? Sartoriale e su misura!

Il web marketing? Sartoriale e su misura!

Metti un laboratorio artigiano dove fare e innovare riescono a essere l’uno il motore dell’altro. Affetta – tra slide, racconti e passione – un etto e mezzo di marketing digitale. E il risultato sarà che, anche se sulla bilancia gli etti nel frattempo saranno diventati due, tutti diranno “Lasci”.
E’ in una sala piena il 14 di luglio alle 21 per una  vera lezione di marketing digitale vincente per  imprenditori, giovani, startupper e comunicatori da Massimo CarraroFaberlab. Consigli da “artigiano delle idee”, impressi nella pietra anche se funzionali al mondo digitale, quelli del fondatore di Monkey Business, Cowo Coworking Project e di Made in Lambrate.
 

Che, a chi vuole portare nel mondo “piatto e senza più confini” di internet un messaggio di business potente al punto da non finire nel marasma dei tanti che già lo popolano, ha chiesto di scavare dove tutto ha sempre inizio. Ovvero dentro se stessi, la propria attività e il progetto che si ha nella testa (e che spesso non si è capaci di focalizzare fino in fondo).
Perché è lì,  anche con il supporto di un consulente che sappia essere un tutt’uno con il suo cliente, che è possibile trovare un’identità dalla quale partire per costruire una strategia di comunicazione e marketing efficace, realistica e sempre pronta ad evolvere assieme al contesto al quale si rivolge. E sempre da lì si può partire per costruire una casa su misura dove invitare i futuri clienti, un sito internet da rafforzare con l’utilizzo dei giganti del Web (Google, Apple, Facebook e Amazon) ma da non sottomettere alla supremazia di questi ultimi. Perché la nostra casa (la nostra piattaforma, il sito internet) possiamo gestircela in autonomia e riempirla dei contenuti che più ci sono congeniali. Nella casa altrui può capitare di trovare la porta chiusa a chiave.
 


Certo il problema è “attirare” in questa casa quanti più persone/clienti possibili. Come fare? Massimo mette nelle fondamenta il valore della reputazione, da monitorare anche solo attraverso Google e da rafforzare con l’identità e l’originalità: «Diffidate di chi semplifica». Non semplificare può voler dire anche attingere a campagne a pagamento, oggi disponibili a costi più che accettabili, oppure può tradursi nel sapersi fermare prima di proporre qualcosa di non sostenibile per le forze e il budget che si hanno a disposizione. Meglio sfruttare le idee, porsi domande («Comprerei una macchina usata da lui?»),evolvere, essere disposti al cambiamento, comprendere i criteri di misurazione degli effetti delle strategie di marketing messe in atto, inventare qualcosa, non aver paura di sbagliare, di sparigliare, di massimizzare la tipicità della Rete, usare un tono di voce che sappia sempre rappresentare il brand, senza farlo diventare la brutta copia di altri che l’hanno preceduto.

 

L’ultimo consiglio di Carraro ci calza a pennello: quando pianificate una strategia di marketing digitale sappiate sempre proiettarla verso il mondo reale, perché è lì che l’affare si traduce in moneta o contatti. Ce lo dicono l’Obama della prima campagna per le presidenziali Usa e i 400 del suo team social che, fino all’elezione alla Casa Bianca, hanno avuto un solo obiettivo: andare a casa di ogni singola persona per convincerla a mettere una croce sul nome del futuro presidente.
Una buona comunicazione virtuale porta all’incontro reale. E può migliorare e rendere più forte un’azienda. A casa nostra lo dimostrano due esempi da ricordare.
Il primo è quello del sito della Matilde Vicenzi che, un po’ “assonnato”, è stato risvegliato e proiettato nell’Olimpo della Rete da un’idea solo in apparenza banale: invitare le “massaie” a inventarsi una ricetta con i dolci della casa.
Il secondo si chiama BertO, produce salotti ed è di Meda. Con il suo divano costruito con le persone (#divanoxamanagua), che s’è trasformato in un’opera di charity, ha creato collegamenti importanti con il territorio (gli studenti, le scuole) creando un nuovo metodo produttivo: il crowdcrafting. Un anno dopo è andato a New York per realizzare #sofa4manhattan. Quest’anno, insieme a 306 mani, è nata la poltrona vanessa4newcraft all’interno della mostra New Craft curata da Stefano Micelli in occasione della XXI Triennale di Milano.
E che dire di Cowo? Nato da un blog gratuito, inedito e quindi competitivo, è diventato un colosso capace di gemmare in un network e nella diffusione del brand.
Il segreto di Cowo, Vicenzi e Berto? Capire al momento giusto che “la più grande scommessa di chi ha esperienza, a volte, può essere quella di dimenticare di averla per fare sempre cose nuove”.
Insomma, una bella serata  di confronto e scambio diretto di informazioni sulla presenza digitale nel 2016, con una serie di indicazioni sulle cose da tenere presente, per aprirsi alla Rete senza troppo temere gli errori.

L’incontro con Massimo Carrraro è stato promosso nell’ambito del progetto “Accendi le tue Idee” sull’auto-imprenditorialità lanciato da Regione Lombardia e promosso da Confartigianato Imprese Varese con i comuni di Varese, Saronno e Luino, Cesvov, le cooperative Codici, Lotta contro l’Emarginazione, Naturart, Totem e l’associazione giovanile “The lab”.